Dal 10 al 17 ottobre la Campagna di sensibilizzazione per dire No al Transatlantic Trade and Investiment Partenership – TTIP mobiliterà tantissime città in Europa e negli Stati Uniti. In occasione della manifestazione a Bruxelles saranno consegnate le firme – più di 2 milioni – provenienti da tutta Europa.

Sul sito https://stop-ttip.org/firma è ancora possibile lasciare la propria adesione.

Perché dire NO al TTIP:

il TTIP, siglato in regime di segretezza, viene descritto come un trattato di liberalizzazione commerciale tra Stati Uniti ed Europa che ha lo scopo di abbattere i dazi, le barriere doganali e le misure non tariffarie in modo da rendere più fluidi gli scambi commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

Ma né i membri del Parlamento Europeo né quelli del Congresso degli Stati Uniti sono a conoscenza degli effettivi termini delle contrattazioni e dei contenuti dell’accordo e soprattutto il TTIP pare proprio un cavallo di Troia: in nome del libero mercato, si sta spianando la strada a qualcosa di ben più consistente e pericoloso.

Il premio Nobel per l’economia Joseph Stigliz ha affermato che “si tratta di un accordo di gestione del commercio che gli Stati Uniti vogliono imporre all’Europa. La vera posta in gioco sono le norme di sicurezza alimentare per la tutela dell’ambiente e dei consumatori”.

Nel mercato agroalimentare, significa ad esempio che – se il trattato entra in vigore – non sarà possibile sapere se i pomodori siglati Pachino, che acquistiamo al supermercato, provengono dalla Sicilia o dal Texas. O dove è stato stagionato il Parmigiano Reggiano, se in Italia o in California.

Significa anche che non sappiamo se il latte di soia che stiamo bevendo contenga o no soia OGM. Perché sulle etichette verrà scritto solo ciò che non limita il libero commercio, e non tutti gli ingredienti presenti, ma solo quelli a discrezione delle aziende produttrici.

Quindi non sapremo cosa effettivamente mangiamo in termini di qualità e genuinità, o da dove proviene il cibo acquistato, sia come metodo di coltivazione sia come Paese.

E perché può essere possibile tutto ciò?

Il TTIP si avvale di due organismi tecnici potenti e fuori controllo da parte di ogni Stato e quindi dei cittadini, come racconta Monica Di Sisto, vicepresidente dell’Associazione Fairwatch e promotrice della Campagna Stop al TTIP. “Il primo, un meccanismo di protezione degli investimenti (Investor-State Dispute Settlement – ISDS), consentirebbe alle imprese italiane o USA di citare gli opposti governi qualora democraticamente introducessero normative, anche importanti per i propri cittadini, che ledessero i loro interessi passati, presenti e futuri”.

Esemplifica molto bene come funziona questo organismo quello che è successo in Uruguay, dove il governo, avendo avviato una campagna per tutelare la salute dei cittadini, ha stabilito delle restrizioni sulla vendita dei tabacchi, ebbene la Philip Morris ha fatto causa al governo in quanto questo provvedimento era ritenuto contrario ai suoi interessi. Con l’approvazione del TTIP la multinazionale del tabacco può fare affidamento su un tribunale che difende il suo diritto al libero commercio, imponendosi così al di sopra della volontà e delle leggi di uno Stato.

L’altro organismo a disposizione del TTIP è il Regulatory Cooperation Councill: “un organo dove esperti nominati della Commissione UE e del ministero USA competente valuterebbero l’impatto commerciale di ogni marchio, regola, etichetta, ma anche contratto di lavoro o standard di sicurezza operativi a livello nazionale, federale o europeo. A sua discrezione sarebbero ascoltati imprese, sindacati e società civile. A sua discrezione sarebbe valutato il rapporto costi/benefici di ogni misura e il livello di conciliazione e uniformità tra USA e UE da raggiungere, e quindi la loro effettiva introduzione o mantenimento.”

Lo scenario è davvero pericoloso. Il TTIP sdogana il monopolio delle multinazionali che gestiscono ogni settore della vita, dall’alimentazione, ai farmaci, alle telecomunicazioni, all’energia… e che possono muovere l’economia mondiale senza alcuna restrizione, calpestando la sovranità di ogni Stato. Non saremo più salvaguardati né come cittadini, né come lavoratori, né come esseri umani.

Dire No al TTIP è difendere:

Sicurezza Alimentare

Beni comuni e servizi pubblici

Tutela dell’ambiente e della salute

Privacy

Diritti dei lavoratori

Sovranità nazionale.

Informarsi e informare è un atto di responsabilità e un’azione concreta a difesa della democrazia e dei nostri diritti.

Articolo di: Alessandra Bocchi per RIP Agricoltura

http://stop-ttip-italia.net/

Monica Di Sisto: TTIP Libero scambio o attacco alla democrazia?

Monica Di Sisto: TTIP Conseguenza sul mercato agroalimentare

http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-10-16/braccio-ferro-philip-morris-uruguay-guerra-fumo-che-puo-cambiare-storia-152736.shtml?uuid=AB1WSr3B&refresh_ce=1