E’ stata creata nel 1970, come altre nel mondo, perché già allora gli studiosi si erano resi conto del rischio di estinzione di numerose specie vegetali coltivate, a seguito della così detta “rivoluzione verde” che diffondeva sempre di più l’utilizzo di pochi ibridi selezionati nei laboratori a discapito delle altre specie.

Dal 2002 a seguito della ristrutturazione del CNR, l’ente che l’ha sempre gestita, la gestione della banca ha subìto una progressiva degenerazione. Il professor Pietro Perrino che ha visto nascere questa banca dei semi ed e stato direttore dell’ente per 20 anni, narra nell’intervista rilasciata a PBC (ndr: Per il Bene Comune), la serie di vicissitudini accadute dal 2002 in poi: è intervenuta la magistratura, lui stesso si è rivolto al capo dello stato, ma nulla è valso, a ripristinare una corretta gestione. Da notare che non sono venuti a mancare i finanziamenti, ma sono stati deviati ad altri scopi: alla ricerca genetica, cosa ben diversa, esattamente opposta; sono quelli che lavorano per costruire i semi ibridi e gli ogm. E’ quindi chiaro che la serie di disservizi raccontati dal professore non sono accidentali, ma determinati dalle potenti lobbies sementiere che vendono ibridi e ogm, le quali facendo morire la biodiversità, azzerano completamente ogni tipo di concorrenza, e per seminare una pianta non potrai fare altro che comprarle da loro. Nella banca di Bari oggi lo stato di conservazione dei semi è cosi deteriorato che serve un intervento urgente, per poterli salvare. La morte di questi semi è un crimine contro il pianeta e contro l’umanità, per la quantità enorme di specie vegetali che andrebbero a scomparire.

Ci uniamo all’appello del professor Perrino nel chiedere a tutte le istituzioni che possono sbloccare questa situazione di intervenire urgentemente prima che sia troppo tardi. Come dice il professore la prima cosa da fare è sottrarre la gestione dell’ente dalle mani del CNR e darlo in gestione a persone umane che capiscono il valore inestimabile degli esseri viventi con tutte le loro specie.

Intervista al professor Perrino realizzata da PBC:



Articolo di: Leda Fontana