Novembre 14

A Cosa Giochiamo?

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a1 - A cosa giochiamo - iconA cosa giochiamo? Chi non si è mai sentito rivolgere questa domanda dai propri figli? E’ una domanda semplice, ma al tempo stesso spunto per molte riflessioni.

Avendo tre figli il “mondo dei giochi” è un mondo che mi appartiene, una realtà con la quale mi scontro abbastanza frequentemente.

Scontro??? Purtroppo si. Provate a soffermarvi davanti ad una vetrina di un negozio di giocattoli e capirete perché.

La bruttezza dei giochi che in massa ci viene propinata e ben pubblicizzata ha questo target: mostri orribili con armi posizionate sulle parti intime (proprio un cannone?! Ma siamo ancora li?), carte che evocano il male e prendono il potere dell’avversario, armi che ti insegnano la roulette russa (dai bel bambino prova a puntarti la pistola sulla tempia e vediamo cosa succede?) pupazzi che di umano non hanno niente ma di alieno gran tanto e videogiochi dove violenza e prepotenza diventano virtù.

Va beh, saranno migliori i giochi per le bambine… mi dispiace ma lo scenario è uguale: bambole pelose da depilare, bambolotti vestiti da prete da poter abbracciare (traete voi le conclusioni di questo gesto che viene “normalizzato”), streghe a volontà, videogiochi dove s’impara a vestirsi alla moda, truccarsi, accudire un pupazzo dalle dubbie sembianze come se fosse un bambino. Ma a che gioco stiamo giocando? Verso quale binario morto stiamo andando? Al gioco della guerra, della rivalità, della bruttezza e dell’alienazione. NO! Io non ci sto, anzi non ci stiamo perché di genitori che con coscienza riflettono sulle strategie di baby-marketing ce ne sono! E allora cosa possiamo fare? Giocare con i nostri figli, accompagnarli con la nostra parte bambina a quanto di sano e meraviglioso c’è nel mondo. Qual è la differenza? La differenza è che l’adulto si mette in gioco e lascia da parte conti, carte e giornale. Sicuramente è più faticoso giocare con i bambini, ma la gioia che poi senti nel cuore e lasci nel cuore dei bambini è indescrivibile!

a1 - A cosa giochiamo - 001Un giorno mio marito, i ragazzi ed io abbiamo fatto una passeggiata sulle nostre montagne insieme ad altre due famiglie. Dopo essere arrivati alla meta e aver mangiato, i nostri ragazzi ci hanno proposto il gioco delle Olimpiadi: le due squadre, bambini e adulti, dovevano sfidarsi nelle varie discipline sportive. Superato il coccolone post pranzo e la pigrizia dell’adulto ci siamo messi in gioco. Quanto ridere abbiamo fatto! E quanta sana competizione. L’emozione e l’entusiasmo erano palpabili: i bambini da veri atleti prima si sono preparati massaggiandosi e spalmandosi crema, poi si sono riscaldati e durante le gare si sostenevano l’un l’altro, gridavano, cantavano cori ai loro compagni. Gli adulti, dopo essersi “spogliati” dei loro ruoli, gareggiavano felici vicino ai ragazzi, impegnandosi a ritrovare lo spirito della squadra. Vederci insieme era veramente bello, tanto che ad un certo punto avevamo pure il pubblico! Ricordiamoci allora ogni tanto di metterci in gioco con i nostri figli, non serve molta tecnologia ma tanto amore e fantasia.

E allora possiamo giocare al piccolo chef quando prepariamo pranzi e dolci, possiamo progettare con le costruzioni e gli animali delle città insolite, possiamo raccogliere sassi di ogni forma e pitturandoli farli diventare gatti, orsi, case, possiamo raccogliere le pigne nel bosco ed appenderle al nostro albero di natale colorate del colore che più ci piace, possiamo saltare con la corda, con l’elastico e chi più ne ha più ne metta! Perché il bello, il vero ed il buono scaldano il cuore e ciò che l’amore unisce niente divide.

BUON GIOCO A TUTTI!!!

Articolo di: Paola Triulzi


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