In Italia da alcuni mesi, viene minacciata la libertà di scelta di cura, garantita dalla nostra costituzione, in nome di fantomatiche coperture di gregge senza alcun riscontro reale di tale emergenza e di tale copertura. L’articolo 32 della costituzione Italiana parla della tutela della libertà di cura, con obblighi imposti se non per disposizione di legge, vero, ma anche vero che segue chiudendo l’articolo “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

È stata una staffetta, in questi mesi, di informazioni, di proposte di legge partendo da alcune regioni fino ad ampliare a livello nazionale la proposta dell’obbligatorietà vaccinale, estendendola da 4 a 12 vaccini obbligatori. In Emilia Romagna hanno approvato la legge regionale per l’obbligo all’iscrizione al nido a partire da settembre 2017, con i 4 vaccini obbligatori di legge, anti-difterite, anti-poliomielite, anti-epatite B e anti-tetanica, pena esclusione dal servizio. La cosa disarmante è stata la continua “aggressione” da parte dei giornalisti che con un continuo allarme hanno creato caos sulle informazioni, non dico che sia da sottovalutare un’emergenza, ma non certo quella sanitaria quanto quella della democrazia, che vede sotto il riflettore la libertà di scelta di cura, libertà del diritto all’istruzione e la libertà di stampa. Perché i giornalisti oggi non fanno più informazione corretta? La prima cosa che emerge da questo continuo urlare dei giornali, è la divisione, a quanto pare ci sono provax e novax, ma è illusione la maggior parte delle persone è per la libertà di scelta e per la verità.

Per come possibile cerchiamo di discriminare certe informazioni per favorire l’emergere della verità, che in clima fascista non ha mai trovato fluidità per il dominio pubblico. La proposta di legge del ministro Lorenzin, del 19 maggio 2017 (1), estende l’elenco dei vaccini, che elenco di seguito, da 4 a 12: anti-poliomielitica; anti-difterica; anti-tetanica; anti-epatite B; anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B; anti-meningococcica B; anti-meningococcica C; anti-morbillo; anti-rosolia; anti-parotite; anti-varicella.

E’ molto strano tutto questo, poiché coincidono esattamente con quelli reperibili che per anni molti genitori hanno praticato sui loro figli, senza sapere che oltre ai primi 4 che sarebbero gli obbligatori di legge, hanno somministrato anche, attraverso l’esavalente, anti-pertosse; anti Haemophilusinfluenzae tipo B. Magari lo sapevano, ma forse non sapevano che non erano tra gli obbligatori. Poiché effettivamente in Italia non sono reperibili i monodose dei soli 4 vaccini obbligatori, almeno non di tutti. Parliamo del vaccino meningococco tipo C e B i due ceppi più diffusi in Italia, ricordiamo l’allarme dato dai giornali dei casi in toscana, di cui uscì un comunicato stampa dal ministero della salute (2) che dichiarò addirittura un calo dei casi di meningite e che non c’era nessuna emergenza sanitaria, addirittura da epicentro (3) si legge che l’emergenza è solo mediatica. Parliamo del vaccino trivalente, morbillo, parotite, rosolia, tutte malattie che si affrontavano in età infantile e che oggi ritroviamo in età adulta, come si può constatare dal sito del ministero della salute con il bollettino (4) aggiornato che indica un età media di 27 anni come percentuale più elevata della fascia d’età colpita da morbillo, sarà mica che ci vacciniamo troppo? E infine la varicella, altra malattia della mia infanzia, ma di tante altre, e la cosa che mi colpisce subito è che i due vaccini reperibili dal sito di AIFA parlano di non somministrare il vaccino a bambini al di sotto dei 9 mesi e 12 mesi, rispettivamente il Varivax e il Varilix. Come faremo a far rientrare i bambini al nido, che li accolgono dai 3 mesi? Questa è solo una riflessione nel caso in cui la proposta del DL divenga esecutiva.

Alla proposta del decreto legge del ministro Lorenzin, il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli ha vacillato sollevando il diritto all’istruzione garantito dall‘articolo 34 della costituzione che afferma “la scuola è aperta a tutti…”, ma dopo poche ore da questa affermazione sosteneva già la proposta del ministro della salute, vincolando così la scuola dell’obbligo all’obbligo vaccini; in Italia ci sono più obblighi che libertà!

Si aggiunge nelle misure del decreto anche la minaccia della patria potestà, che segue: il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale”, si è sollevato un bel polverone tra i genitori, ma deve averlo sentito anche la ministra, visto che ha rilasciato un comunicato stampa: “Il Ministero della Salute precisa che non è prevista alcuna sospensione automatica della patria potestà da parte dei tribunali dei minori in caso di rifiuto di vaccinazione.” (5)

Per me tutto questo porta a ringraziare i ministeri poiché hanno smosso le coscienze, quello che mi auguro è che queste risvegliate rimangano in carreggiata perché non è solo una questione di battaglie personali, è questione di verità e della sua tutela, e la lotta non finisce mai, perché appena deponi l’attenzione il male si insinua, occorre attenzione, responsabilità e sacrificio, così tornerà a regnare la verità.

Fonti:
(1) Salute.gov.it – Le novità del decreto legge sui vaccini
(2) Salute.gov.it – Il pungo sulla meningite
(3) Epicentro.iss.it – Meningite: l’epidemia è solo mediatica
(4) Salute.gov.it – Elenco pagine per tag: vaccini
(5) Salute.gov.it – Precisazione sul decreto legge vaccini
AIFA – Banca Dati Farmaci

Articolo di: Elisa Bussetti per Commissione Salute