Come riformeresti il sistema economico-monetario e perché… una domanda a cui non è certo facile dare una risposta concreta, ma Riprendiamoci Il Pianeta ha voluto raccogliere il gentile invito degli Amici delle Mura di Bergamo e ha provato così a sintetizzare la propria visione in occasione della mostra tenutasi a Bergamo in due week end di Gennaio 2017.

Una visione che spazia da certezze giuridiche raggiunte nel corso di anni di studi da parte di onesti accademici, fino ad una proposta di modifica della organizzazione dell’attuale società, a partire dalla coscienza del singolo individuo. Vogliamo quindi fornire, senza pretesa di completezza, alcuni concetti e spunti di riflessione augurandoci che siano di stimolo per iniziare una discussione comune e mezzo di diffusione di concetti che ancora oggi faticano a diffondersi nella società, come sarebbe invece auspicabile. E volendo basarci su accreditati accademici, non possiamo non citare il compianto professor Giacinto Auriti, stimato giurista, che dedicò gran parte della sua vita a teorizzare e dimostrare la teoria del valore indotto della moneta, sancendo in maniera inequivocabile che la moneta all’atto dell’emissione deve essere di proprietà dei cittadini, unici detentori di questo diritto in quanto creatori di beni e servizi che la moneta misura in valore. La moneta viene così riportata alla sua reale natura, ovvero quella di strumento per facilitare gli scambi economici e non è più utilizzabile come forma di controllo dei popoli, in mano a pochi banchieri senza scrupoli. Tutto ciò implica una gestione diretta della moneta da parte dello Stato che ne può disporre per finanziare e favorire lo sviluppo di tutti i beni e le attività di pubblico interesse. Ma la riappropriazione della sovranità monetaria non è sufficiente se non supportata da un radicale cambio di prospettiva nei confronti delle necessità dell’essere umano. L’economia globale deve essere trasformata per essere posta al servizio, non solo dell’uomo e dei suoi reali bisogni, ma di ogni creatura presente sul nostro pianeta; pianeta che in soli pochi secoli abbiamo portato al collasso. L’economia deve riacquistare il senso quasi perduto del rispetto per la vita in ogni sua forma e per il nostro pianeta, nostra unica casa.

Gli strumenti dell’economia devono necessariamente essere ripensati e riformati, a partire dal sistema bancario, riportandolo alla sua dimensione di supporto delle attività economiche, privato della facoltà di decidere le politiche di emissione monetaria e distribuzione del credito, al servizio di una economia reale e non più basato su interessi speculativi. Crediamo che l’unica strada per raggiungere questi ambiziosi ma ineludibili obiettivi sia la messa in discussione di ciò che ha potuto produrre tutto il degrado che oggi ci accompagna, ovvero la coscienza umana. Ancora oggi la nostra coscienza collettiva è turbata e deviata nei suoi propositi da passioni distorte, superbia, avidità e desiderio di controllo. Ma per raggiungere un risultato unitario è necessario che ogni singolo individuo si metta in discussione e operi per riconoscere e modificare dentro di sé quelle parti ancora distorte che impediscono di operare per il bene comune. Ognuno di noi deve prendere una posizione ferma di fronte a tutto ciò che è contrario alla vita, senza cedere a compromessi con un sistema malato e che ci ammala, che ci vuole divisi e in costante lotta gli uni contro gli altri al solo scopo di dominarci con maggiore facilità.

Ogni essere umano deve essere messo nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesso. Ciò significa che è necessario liberarlo dalla costante lotta per la sopravvivenza, consentendogli di trovare il giusto spazio per esprimere al meglio le proprie potenzialità, valorizzando la sua unicità, anche in ambito lavorativo. In questo modo, dapprima il singolo ed in seguito l’intera umanità, possono tornare ad essere creatori di un mondo basato su vera equità e giustizia e a favore della vita.

Articolo di: Alessandro Nardi per Commissione Economia