a1 - perché la scienza non parla di scie chimiche - iconIl concetto di weather modification prende piede nella ricerca scientifica negli anni settanta (seppur già conosciuto precedentemente) e con esso una rivista denominata appunto ‘The Journal of Weather Modification’ (1), in cui si trovano diversi articoli datati e più recenti in merito ai tentativi di intervenire sul dissolvimento o sulla formazione delle nuvole.

Riporto solo a titolo di esempio l’articolo di Detwiler and Prat (1984) (2) (nel sito della rivista sono a disposizione tutti gli articoli della stessa).

Gli autori partono dal presupposto che precedenti lavori avevano già dimostrato la possibilità di formare nuvole anche a ciel sereno a seguito della cosiddetta ‘semina delle nuvole’ (cloud seeding) mediante scie di condensazione degli aerei nell’area nord-est degli Stati Uniti. Essi valutano inoltre come l’effetto ottenuto potrebbe essere economicamente proficuo sfruttando una modifica del bilancio energetico in prossimità del suolo. Lo studio prende in considerazione diversi scenari in relazione alle condizioni sinottiche e alle diverse fasce della troposfera valutandone le probabilità di risposta. Altri esperimenti relativi alla possibilità di provocare la pioggia sono riportati nel contributo ‘Critical Issues in Weather Modification Research’ della National Academies Press, non disponibile completamente in rete. La generazione di pioggia è comunque ormai di uso comune e diversi articoli sono disponibili in rete. Il suo uso è a tal punto commercializzato che è possibile ordinare la pioggia direttamente presso aziende specializzate (3).

Credo che una buona descrizione della storia della modificazione dei fenomeni meteorologici e di come questa sia stata affrontata a livello scientifico, nonché dei suoi effetti sull’ambiente e sull’uomo è ben trattata da William R. Cotton della Colorado State University (4). Cotton, approfondendo alcune parti di un precedente articolo (5) fa una profonda riflessione sull’uso della weather modification come contrasto dei cambiamenti climatici sottolineando i diversi aspetti critici che coinvolgono una questione così complessa. Negli ultimi anni, vista la possibilità di calcolo, sono stati approfonditi gli studi, in parte affrontati anche in passato, che mediante l’utilizzo di modelli matematici studiano gli effetti di formazione delle nuvole a seguito di inseminazione artificiale.

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Non riporto altri articoli che possono essere tranquillamente trovati in rete. Dallo stato di fatto attuale sembra che queste metodologie siano più che collaudate e utilizzate oggi come in passato. Le principali motivazioni di studio riscontrate sono quelle connesse alla risorsa idrica e alla questione cambiamenti climatici. Tuttavia diversi articoli sono finalizzati a questioni energetiche e di conseguenza economiche. Tutto questo non può che suscitare delle domande. Perché, a fronte di una richiesta insistente di spiegazioni presso gli enti preposti, non sono state fornite delle indicazioni di massima sulla modificazione climatica? Perché, se niente è da nascondere, non è stato almeno spiegato parte di quello che ho trovato in rete?

E’ vero che è a disposizione di chiunque, ma è anche vero che non tutti hanno la conoscenza corretta per arrivarci perdendosi nella babele di informazioni e disinformazioni. Non so quale possa essere una reale risposta rispetto alle informazioni diffuse. Tuttavia al di là di qual è la verità, risulta chiaro che non c’è trasparenza nelle azioni che vengono perpetuate sulla terra che ci ospita. E’ indifferenza? E’ presunzione, da parte di chi ha i mezzi per sapere e agire? E’ superiorità e convinzione di poter agire per il bene di un’umanità ignorante? Credo che nel futuro un bisogno di essere coscienti di ciò che ci accade e di ciò che coinvolge la terra, e noi con essa, crescerà. Questo richiederà una maggiore condivisione di conoscenza e una maggiore preparazione di tutti nonché un senso di responsabilità per la vita condivisa.

Fonti:
(1) The Journal of Weather Modification – Publications

(2) Journal of Weather Modification vol. 16, n. 1 – Clear-air Seeding: Opportunities and Strategies. – A Detwiler A., Pratt R., 1984.

(3) Weather Modification Incorporated

(4) Department of Atmospheric Sciences, Colorado State University – Weather Modification by Cloud Seeding-A Status Report 1989-1997

(5) Cotton, W.R., and R.A. Pielke, 1995: Human Impacts on Weather and Climate. Cambridge Univ. Press, 288 pp.


Articolo di: Tina Campisi