Maggio 31

Cronaca di Una Serata. Leso il Diritto a Manifestare Liberamente il Proprio Pensiero.

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a1 - Cronaca di Una Serata. Leso il Diritto a Manifestare Liberamente il Proprio PensieroIeri sera, 29 maggio 2015, insieme al gruppo MAMME NO INCENERITORE costituitosi in seguito all’imminente costruzione di un inceneritore nella piana fiorentina, ci siamo trovate in Piazza Puccini a Firenze presso l’omonimo teatro, dove presenziavano alla chiusura della campagna elettorale del Partito Democratico per le elezioni regionali il presidente del consiglio Matteo Renzi ed il candidato presidente Enrico Rossi.

La sana intenzione delle MAMME NO INCENERITORE era quella di presenziare tra il pubblico ed intervenire di diritto e in modo civile per richiedere il rinvio della Conferenza dei Servizi Decisoria prevista per il 18 giugno, in merito alla costruzione del suddetto inceneritore. Questa richiesta di rinvio è motivata dal fatto che il 1° giugno entrerà in vigore il Regolamento Europeo 1357/2014 che classifica come rifiuto pericoloso sia le ceneri che le scorie da incenerimento, con conseguente smaltimento in discariche speciali; mentre nel piano interprovinciale ATO non è stato previsto un tale smaltimento, né i costi da esso derivanti.

Le MAMME NO INCENERITORE avrebbero gradito un esplicito confronto che trattasse gli argomenti relativi ad una sana raccolta differenziata ed ai sani progetti già attuati in tante città d’Italia, d’Europa e del Mondo. (1)(2)

E’ stato sconcertante sin dall’inizio vedere tanta forza dell’ordine che barricava ogni via che portava al teatro, passare in mezzo ai cellulari blindati della polizia che distavano non più di ottanta cm l’uno dall’altro.

Una volta arrivate all’entrata ci è stato richiesto dal personale della sicurezza di aprire le nostre borse, e va bene, passi questa, facce da brave ragazze che potevano nascondere chissà quale arma!? In realtà queste azioni intimidatorie non si sono fermate lì, era solo l’inizio di un tentato indebolimento atto a frenare la nostra sana intenzione di esporre quanto detto sopra, nulla di brutto e nocivo, ma tanto di bello e sano.

Una volta entrate nella sala gremita di gente, tra i vari politici anche il sindaco di Sesto Fiorentino, Sara Biagiotti e l’assessore all’ambiente Michela Di Matteo, che in altra occasione si erano sottratte ad un confronto con le MAMME NO INCENERITORE. La linea politica cui appartengono, quella del Partito Democratico, che di democratico non ha proprio niente e anzi, continua con crudeltà a sostenere il progetto consolidato tra il Gruppo Hera, azienda costruttrice del futuro inceneritore, e Quadrifoglio, gestore dei rifiuti nella Piana Fiorentina e sostenitore del progetto.

Ci raggruppiamo dove c’era posto, cioè in piedi lungo le pareti ai lati della platea, dopo cinque minuti arrivano tre uomini che dicono di essere della Digos, con fare naturale si presentano, ci dicono che se avessimo dimostrato di appartenere a un qualsiasi gruppo o movimento, ci avrebbero fatto uscire. Inoltre ci chiedono un documento, e, vista la nostra titubanza alla richiesta, ci intimidiscono dicendo che se non avessimo obbedito avrebbero considerato ciò un REATO. Trattengono il nostro documento per almeno 10 minuti prima di restituircelo.

Ad alcune MAMME NO INCENERITORE dallo staff di Renzi era stato promesso un incontro a fine serata. Qualcuno di noi ha reagito all’ingiustizia, e mostrando liberamente la scritta sulla maglietta delle MAMME NO INCENERITORE è stata essa stessa invitata ad uscire. Ovviamente la promessa non è stata rispettata, non c’è stato nessun incontro, e il loro gioco assecondato senza rendercene conto. Ma anche se questa era l’occasione da non perdere, che avrebbe reso visibile la nostra denuncia alle telecamere nazionali, ai giornali che sarebbero usciti il giorno successivo, non cambia la convinzione e l’intenzione di fermare la costruzione dell’inceneritore. Peccato solo che una buona fetta di persone non abbia potuto conoscere le problematiche serie che ci sono da risolvere e che vengono mascherate e in senso negativo appoggiate dalla classe politica che ci governa.

Un’aria si respirava che sembrava di essere tornati ai tempi politici in cui vigeva il fascismo. Io pensavo di non saper cosa fosse sta roba, che non appartenesse ai giorni di oggi, niente libertà di parola (l’art. 21 della Costituzione Italiana è così espresso: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”), intimidazioni e abuso di potere, ricatto e manipolazione delle informazioni, tutto per il soddisfacimento economico dei potenti che ancora una volta hanno dimostrato la loro poca o assente umanità.

Per Approfondire:
(1) http://www.zerowasteitaly.org/
(2) http://www.zerowasteeurope.eu/

Articolo di: Enrica Battaglia


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