Abbiamo visto come in Italia, per legge, siano state autorizzate le sperimentazioni di modifica meteo. Vediamo ora più nel dettaglio se si è trattato di sperimentazioni sporadiche su piccole aree del nostro Sud o se, in seguito a questi esperimenti è stato avviato un progetto continuativo e su aree più estese.

Abbiamo trovato l’Ordinanza n. 3184 del 22 Marzo 2002 (1) della Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile articolo 7, comma 7, punto f) con cui il Presidente della Regione Puglia viene nominato Commissario Delegato con la funzione di progettare e realizzare gli “interventi di modificazione artificiale del ciclo atmosferico”.

La progettazione e realizzazione, con riferimento al punto f) di questa ordinanza vengono illustrate sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 92 (2) del 14 agosto 2003 a pagina 9211: “COMMISSARIO DELEGATO EMERGENZA AMBIENTALE 1 agosto 2003, n. 221, O.M. n. 3184 – art. 7 punto f). Stimolazione artificiale della pioggia nella Regione Puglia. Approvazione Capitolato d’oneri, schemi di bando di gara e lettera d’invito”.

Ed infine sempre sul Bollettino Ufficiale della Regione Puglia N.22 (3) del 26 febbraio 2004, pag. 2670, leggiamo che l’appalto è stato aggiudicato alla ditta Aerotech, con inizio operazioni di aerosol a partire dal 1 dicembre 2004 sull’intero territorio della Regione Puglia. A suo tempo alcuni giornali avevano dato notizia di queste operazioni. Citiamo gli articoli del 2002 “Contro la siccità arriva la «pioggia artificiale»” (4) del Corriere della Sera e “Soldi e pioggia artificiale varato il piano anti-siccità” (5) de La Repubblica da cui si apprende che il Progetto Pioggia troverà applicazione anche in Sicilia, Sardegna e Basilicata con uno stanziamento di 10 milioni di euro e l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno “Siccità – La Puglia insemina le nuvole” (6) del 23 gennaio 2005, che descrive il Progetto Pioggia con dovizia di particolari tra cui la collaborazione con l’Aeronautica Militare e la III Regione Aerea dell’Aeroporto militare di Bari Palese con aerei Vulcanair P68 Rain Maker, adeguatamente attrezzati per le operazioni di inseminazione, come descritto a pagina 23 della brochure (7) sul sito stesso della fabbrica.

 Queste notizie ci colsero impreparati, insieme a leggi ed ordinanze finirono nel dimenticatoio; erano tentativi, avviati peraltro con discrezione sin dal dopoguerra, di sdoganare la geoingegneria tramite l’ormai tanto innocua quanto necessaria pioggia artificiale. Intanto sono arrivate le bombe d’acqua con conseguenti frane e inondazioni alternate a lunghi periodi di siccità, uragani, chicchi di grandine grossi come arance, ma tranquilli, provvederanno, o stanno provvedendo già da un pezzo i geoingegneri ad ovviare a questi effetti collaterali con altre tecniche anch’esse sperimentate sulle nostre teste.

Articolo di: Domenica Pejrani per Commissione Scie Chimiche e Geoingegneria

Fonti:

(1) GazzettaUfficiale.it – Ordinanza 22 marzo 2002

(2) Regione.Puglia.it – Bollettino Ufficiale 14 agosto 2003, no. 92

(3) Regione.Puglia.it – Bollettino Ufficiale 26 febbraio 2004, no. 22

(4) CorriereDellaSera.it – Contro la siccità arriva la pioggia artificiale

(5) Repubblica.it – Soldi e pioggia artificiale varato il piano anti-siccità

(6) LaGazzettaDelMezzogiorno.it – Siccità – La Puglia insemina le nuvole

(7) Vulcanair.com – P68 Observer Series